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Opera Piccolo Seminario
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Opera Piccolo Seminario del Cuore di Gesù e Maria

carsima


LA SEQUELA DI CRISTO E LA FORMAZIONE
PRINCIPI GENERALI

  • Il Signore suscita continuamente vocazioni e a Lui piacendo ne manda anche alla nostra Opera e ci chiama a collaborare con Lui. Ogni membro è animatore vocazionale, così come ogni casa è casa di accoglienza per le vocazioni. La vita gioiosa insieme di persone serene e felici, di fervorosa preghiera e carità è la migliore testimonianza e animazione vocazionale.
  • Le aspiranti all’Opera si formino secondo lo spirito della nostra fondatrice, sia dal punto di vista intellettuale, umano che spirituale.
  • Si conosca bene anche la famiglia da cui provengono le vocazioni, si sia di aiuto nei casi di bisogno. La fondatrice cercava anime semplici e modeste non troppo acculturate perché la sapienza umana non offuschi quella divina, ma ciò non vuol dire che le candidate all’Opera non seguano corsi di studio, secondo le proprie inclinazioni anche a favore e per il bene dell’Opera e delle anime.
  • Non ci si lasci ingannare dalla quantità delle vocazioni, ma si tenga conto dell’equilibrio e della normalità del temperamento di chi desidera far parte dell’Opera, ci si impegni per la loro maturazione umana, intellettuale e spirituale mediante l’inserimento per convenienti periodi nelle comunità.

PIANO FORMATIVO

  • Il piano formativo prevede che le aspiranti all’Opera, effettuino un tempo di prova di un congruo periodo di Aspirantato e Postulato della durata di non meno di due anni fino ad un massimo di tre, Prima che la candidata emetta la Promessa “ad tempus”, rinnovabile ogni anno, per tre anni complessivi. Dopo tale periodo sarà emessa la Promessa “in perpetuum”, o definitiva.

All’inizio del periodo di prova la candidata sarà affidata alla guida di una o più sorelle consacrate e di un padre spirituale che con lei useranno dialogo costruttivo, pazienza, spirito di fede e si affidi alle candidate lavori propri secondo lo spirito della casa. È necessario verificare se la candidata è fornita di particolare spirito di docilità richiesto dallo spirito della nostra Opera.

  • L’aspirante, al momento in cui entra nel periodo di prova, dovrà chiaramente redigere una “dichiarazione di libera scelta” secondo la quale affermerà per iscritto la propria ferma e libera volontà di entrare a far parte dell’Opera, senza alcun vincolo economico.
  • Durante il periodo di prova e la formazione iniziale, le aspiranti dovranno approfondire la vita di pietà e di fraternità propria dell’Opera stessa, condividerne le finalità e le modalità, così come chiaramente espresse nella terza e quarta parte di questo documento.
  • Particolare importanza all’interno dell’Opera riveste la figura di un sacerdote consigliere spirituale delle aspiranti e poi delle consacrate, che accompagnerà le candidate fino alla consacrazione nei vari passaggi della formazione iniziale e poi le sorelle consacrate nella vita ordinaria dell’Opera.
  • Al momento in cui l’aspirante sarà pronta, sentito anche il parere favorevole di chi l’avrà seguita (sorella consacrata preposta a seguirla e direttore spirituale) dovrà presentare  apposita domanda per iscritto, per la consacrazione e vestizione dell’abito proprio dell’Opera.

FORMAZIONE PERMANENTE

  • Con la consacrazione non si conclude la formazione, ma essa continua per tutta la vita in un’incessante chiamata a conversione e disponibilità allo Spirito Santo. Perciò è necessario una guida spirituale, per l’aiuto ad una giusta revisione di vita.
  • Si usi molto la Parola di Dio, i documenti del Magistero, la vita e gli scritti della fondatrice, la liturgia, la vita dei santi, nonché studi di spiritualità e di vita consacrata.
  • Si stia sempre bene inserite nella chiesa locale e nel mondo, portando la testimonianza del nostro carisma e si organizzino di tanto in tanto ritiri, incontri, e momenti di aggiornamento e revisione.

LA CONSACRAZIONE

  • La chiamata all’Opera è sviluppo e pienezza della vocazione battesimale in una vita consacrata alla sequela di Cristo, perfetto consacrato dal Padre per tale motivo le sorelle che entrano a far parte dell’Opera dopo un congruo tempo di prova presso la comunità proposta all’accoglienza e alla formazione delle candidate (vedi punti 4 e 5), emettono, nelle mani di un sacerdote, direttore spirituale dell’Opera, la consacrazione al Cuore SS di Gesù, promettendo, attraverso di essa i voti di castità, povertà e obbedienza.
  • Tale consacrazione spirituale è rinnovata ogni anno.
  • E questa è la formula, pregata, preparata e scritta direttamente dalla fondatrice, Margherita Polidori e da lei per la prima volta emessa il 20 febbraio 1959:

“O Sacro Cuore di Gesù, desiderando lavorare con maggiore ardore alla mia e altrui santificazione e praticare generosamente le sublimi virtù di cui mi avete dato l’esempio, mi metto oggi sotto la vostra potente protezione.
Degnatevi ricevermi nel Piccolo Seminario del vostro amabilissimo Cuore e del Cuore Immacolato di Maria, che meritatamente si gloria di portare il vostro santissimo e amabilissimo Nome.
Io non merito affatto, è vero, questo prezioso favore; ma confido, o Cuore adorabile, nel vostro Amore e nella vostra misericordia di conseguirlo. Vi consacro il mio spirito, la mia memoria, la mia volontà, il mio corpo, l’anima mia e tutto ciò che sono, al vostro onore, rinunziando a tutto ciò che può impedirmelo.
Cuore di Gesù, Cuore adorabile, Cuore più grande, più santo di tutti i cuori, io lascio tutto per Voi, io dono tutto a Voi, io non faccio più conto di nulla che di Voi e come Voi siete tutto mio, io voglio essere eternamente tutta vostra. Amen.”.

  • Per emettere la consacrazione, bisogna essere maggiorenni, aver compiuto il tempo di prova stabilito, essere battezzati, comunicati e cresimati e liberi da qualunque vincolo giuridico. È inoltre necessario aver liberamente scelto ed espresso di compiere tale atto.
  • Dal giorno della prima consacrazione s’indossa l’abito proprio dell’Opera: vestito intero color azzurro/blu con davanti uno sprone bianco e colletto bianco, con cintura in vita e uno spillone con i cuori di Gesù e Maria e durante le celebrazioni liturgiche il velo bianco, secondo l’uso delle donne cattoliche.

I VOTI O PROMESSE

  • Si viva la castità come risposta d’amore pieno e totale al S Cuore di Gesù offrendo disponibile amore ai fratelli nel bisogno e come luminoso segno delle realtà celesti già presenti in questo mondo. Si eserciti la povertà con generosità, vivendo con sobrietà delle cose di questo mondo, senza alcun umano attaccamento e lavorando solo per il Regno di Dio e il suo avvento fra noi.
  • Si eserciti l’obbedienza guardando a Gesù crocifisso che imparò l’obbedienza dalle cose che patì, accettando di buon animo il porsi a disposizione degli ordini superiori nel compimento dei propri doveri consci di obbedire a Cristo stesso. L’obbedienza ci preserverà dagli errori e ci farà simili a Gesù.
  • Cerchiamo di essere verso i superiori un “libro sempre aperto”.

LA VITA DI PIETÀ
LA FISIONOMIA DELLA NOSTRA PIETÀ

  • Chi si consacra nell’Opera sa che è chiamato ad amare Dio con tutto il suo cuore, con tutta la sua anima, con tutta la sua mente e a servirlo nei fratelli che Egli stesso porrà sul suo cammino.
  • È Chiamato a testimoniare l’amore umano – divino del Cuore SS di Gesù e la dolcezza amabile del Cuore Immacolato di Maria in un filiale abbandono al loro amore.
  • Avranno filiale devozione alla Madre i Dio che vedranno come modello di vita consacrata, la invocheranno e ne imiteranno le virtù, soprattutto l’umiltà, il silenzio, la disponibilità.
  • Particolare devozione si avrà per i Santi Angeli e Arcangeli, specie San Michele, Santa Teresa del Bambino Gesù, Santa Gemma Galgani le Anime del Purgatorio.
  • Ma sopra ogni cosa un immenso amore e devozione all’Eucaristia, centro, fonte e culmine della vita cristiana.

LA NOSTRA PREGHIERA

  • I membri dell’”Opera del Piccolo Seminario dei Cuori di Gesù e Maria” ritengono la preghiera come la loro prima attività, soprattutto in quanto lode, adorazione, riparazione e ringraziamento a Dio, essendo consci che senza di Lui nulla è possibile.
  • Sono tutti uniti nel considerare la partecipazione quotidiana alla celebrazione Eucaristica e alla liturgia delle ore come il fulcro della loro pietà.
  • Insieme parteciperanno all’Eucaristia e celebreranno comunitariamente le lodi e il vespro, lasciando le altre ore del Breviario alla devozione personale. Grande importanza ha l’Adorazione Eucaristica.
  • Saranno fedeli ascoltatori della Parola di Dio e annunciatori “forti e miti della Parola che salva”, dedicando un po’ di tempo alla meditazione della Sacra Scrittura.
  • Si accosteranno frequentemente al Sacramento della Penitenza, fonte di perdono e tesoro inestimabile di Grazia.
  • Troveranno del congruo tempo durante la giornata per la preghiera personale, l’orazione mentale e la meditazione.
  • Non si permetterà mai che il sovraccarico di lavoro soffochi la preghiera assicurando un tempo di calma e di raccoglimento che favorisca il contatto con Dio.
  • Cercheranno l’opportunità di compiere un ritiro mensile e un corso di Esercizi Spirituali annuali, mezzo indispensabile di rinnovamento spirituale.
  • Fin dal suo nascere l’Opera, per suggerimento della fondatrice Margherita Polidori, ha praticato alcune devozioni di pietà che ritiene essere un tesoro di grazie e di lodevole fedeltà al carisma e per tanto da inserire come segno di unità e di appartenenza alla propria preghiera.

Le principali sono:

  • L’offerta della giornata
  • Il Veni Creator Spiritus
  • Le litanie del Sacro Cuore
  • L’Angelus e l’esame di coscienza alle ore 12.00
  • La coroncina per le Anime del Purgatorio
  • La visita quotidiana al SS Sacramento
  • Preghiere di riparazione per gli oltraggi a Gesù nel SS Sacramento
  • Il Santo Rosario
  • La Via Crucis
  • Breve adorazione serale
  • Adorazione pubblica una volta la settimana
  • Particolare devozione di Margherita, che raccomandava alle sue figlie:

Quando si salgono le scale, si dica:”Signore fammi salire nell’Amore
Quando si scendono le scale, si dica:”Signore fammi scendere nell’Umiltà
Quando ci si veste, si dica:”Signore rivestimi delle Tue Virtù
Quando ci si spoglia, si dica:”Signore spogliami delle mie miserie”.


LA FRATERNITÁ
LA VITA IN COMUNE

  • L’Opera non consiste nelle sue case o nelle sue attività, ma è costituita da persone che, tutte figlie di Dio Padre, sono in Cristo tutte sorelle.
  • Anche se molte persone chiamano i membri dell’Opera ”le signorine”, chi vi appartiene sa che sono “sorelle”, considerando l’altra dono di Dio.
  • Innanzi tutto le sorelle cercheranno di sostenersi l’un l’altra con la preghiera, l’affetto, la stima e con ogni piccolo o grande servizio che sia necessario e con il rispetto reciproco.
  • La vita insieme comporta anche momenti di tensione, ed è per questo che i membri dell’Opera vivranno il perdono e la riconciliazione e sentiranno proprie le gioie e le sofferenze di ognuna, condividendo con tutti i membri le disgrazie, le aspirazioni e i desideri. La vita fraterna è il vero annuncio efficace e credibile della nostra fede.
  • È importante e fondamentale perciò il dialogo fraterno, gli incontri di fraternità, la puntualità agli orari concordati insieme, stare insieme nei momenti anche di festa, di vacanze e di libertà dagli impegni, rifiutare la mormorazione e il giudizio temerario, cancro di ogni comunità, verso qualsivoglia membro dell’Opera.
  • Le case siano accoglienti e aperte ai fratelli del mondo e alle loro necessità e ci trovino pronti ed accoglienti e in pace tra noi. La prima accoglienza sia per i membri delle altre case dell’Opera e verso i genitori e familiari delle sorelle.
  • Il lavoro che ognuno compie sia compiuto non a nome personale, ma a nome sempre dell’Opera di cui si è figli.

 

FRATERNITÁ NELLA CROCE

  • Arriveranno anche i momenti della sofferenza, della vecchiaia e della malattia. Ognuna vedrà nella sorella sofferente, Gesù stesso che soffre ne avrà cura e l’assisterà senza fargli mancare nulla, né di materiale, né di spirituale.
  • La sorella che soffre sarà ricoperta di attenzioni e tenerezze tali da farle capire che è amata e che nonostante l’inabilità, svolge un ruolo prezioso per la comunità con la sua sofferenza.
  • Si curi in casa la povera malata, con pazienza, perseveranza, e calore umano. Si preghi per lei e con lei, dedicando tempo, energie e attenzioni. Non avrebbero senso le attività apostoliche, se ci si dimenticasse o si trascurasse l’amore verso i membri sofferenti della propria Opera.
  • Nel momento del trapasso, le sorelle le stiano vicine, le tengano la mano, preghino, la confortino con il dono prezioso del sacramento della Riconciliazione, del Viatico e dell’Unzione e, avvenuto il trapasso in tutte le case si preghi e si faccia pregare e si celebrino sante Messe di suffragio, oltre al funerale, nel trigesimo e all’anniversario, e ogni mese per tutti i membri defunti.
  • I membri defunti vengono ricordati ogni giorno nelle preghiere, insieme ai parenti e ai benefattori. I funerali siano sobri e semplici, nello spirito di povertà angelica.

USCITA DALL’OPERA

  • Nei momenti di prova ci si lasci aiutare dai membri dell’Opera e dal Direttore Spirituale, ma qualora si decidesse di uscire lo si può fare in qualunque momento, senza aspettarsi nulla in cambio dall’Opera, se non quei vincoli di carità cristiana e amicizia con i membri che restano. Si può rientrare se i membri lo ritengono opportuno e si possono accogliere anche persone provenienti da altri istituti, ma sempre dopo un congruo tempo di prova, almeno di un anno.
 




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