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Catechesi

Autore: Giuliana Sideri
Pubblicato in data 01/09/2012
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Padre Davide Falcioni Agostiniano, mio zio

Padre Davide Falcioni Agostiniano, mio zio. Sacerdote secondo Dio.

Padre Davide Falcioni mio zio.

 Sacerdote Esorcista

 

Già da tempo volevo parlare di mio zio P. Davide Falcioni, per ricordarne alcuni tratti del suo carattere e della sua personalità che mi sono cari alla memoria. E poi essendo sempre presente nel mio spirito, volevo ravvivarne il ricordo in coloro che lo hanno conosciuto,  nell’ esercizio delle sue funzioni.

Certo non voglia leggersi in questo breve scritto  una biografia, che tra l’altro sarebbe tanto necessaria, ma lo si accolga come un semplice caro ricordo alla sua memoria e una preghiera rivolta a  Dio.

Così scrive nel suo libro “I nostri defuntiEd. Santa Anna Città del Vaticano nella prefazione alla terza edizione: “... Tutti abbiamo bisogno di preghiere. Ecco allora che anch’io sono a chiedervi una breve preghiera davanti all’altare dell’Altissimo, nostro tutto.” Ed ancora: “A tutti coloro che si compiaceranno di leggere queste mie pagine, raccomandiamo di ricordarsi di me nelle loro preghiere, specialmente quando, per caso, verranno a sapere che anch’io son passato nel numero dei più. Ricordiamoci a vicenda: sarà un’espressione del senso cristiano dell’amore, che non è limitato da barriere di luogo, di tempo e di diversità di persone.”. Lo immagino in ginocchio nella Gloria dell’Altissimo, pregare per tutti, oltre che per quelli che lo hanno amato e lo ricordano. Se lui umilmente, e nella santità di sacerdote, chiedeva preghiere a noi quand’era in vita, ora che certamente vive nella Gloria di Dio, chiediamogliene,  sarà nostro intercessore.

Padre Davide nasce a Rendinara (AQ) il 5 novembre 1913 da Alfonso Falcioni e Maria Salma.

Ultimo di otto figli, raccontava e ricordava sempre con piacere gli anni della sua infanzia.

Anche quando, fin da piccolo, faticosamente aiutava insieme ai fratelli, i genitori nei campi e al pascolo. Dedicando il rimanente tempo allo studio, nel quale si prodigava con passione e riusciva con profitto.

A volte gli chiedevo com’era stata la sua gioventù, ed egli mi raccontava di avere dei ricordi molto belli e felici di quei tempi, in particolar modo del rapporto filiale con la mamma, alla quale era molto legato. Quando raccontava la sua giovinezza il suo sguardo vagava sereno e sorrideva, al ricordo dei giochi  fatti assieme ai fratelli.

Quando poi ci si ritrovava tutti insieme  al paese natio, era bello sentirlo parlare con mia nonna di quei momenti trascorsi, e ascoltare le loro risate, complici di quell’amore naturale tra madre e figlio, che esaltavano quell’intimo incontro; mentre ricordavano i momenti felici, ma anche le birichinate commesse.

Ma soprattutto, traspariva la gratitudine del figlio al quale la madre, aveva insegnato a rivolgersi a Maria. Ce lo conferma lui stesso leggendo la  poesia dedicata “A MIA MADRE” dove in alcuni versi dice:

“... Tu a lodar m’insegnasti la Madonna

      nei dì lontani della fanciullezza,

      m’insegnasti a pregare la Madonna. ...”

Questo cercava, quando poteva, nei rari momenti liberi dagli impegni pastorali e apostolici, voleva sempre tornare  nella sua terra “O buona madre, che dai marsi monti...”, per recuperare le forze fisiche e ritrovare la stessa gioia semplice della sua infanzia.

A volte invece, dopo una faticosa giornata passata all’ascolto delle persone, a sera, amava passeggiare piacevolmente per le strade di Roma. Città  che amava moltissimo e dove ha trascorso la maggior parte della sua vita al servizio di Dio e degli uomini; nella parrocchia di Santa Anna in Vaticano in qualità di parroco, fin dal 1961.

Altre volte per ritemprarsi, amava andare nella Casa dell’Opera Piccolo Seminario;  ed io l’accompagnavo volentieri, diceva sempre che nella casa di Suor Mirella e Suor Maria Rosa si sentiva tranquillo e rilassato, era un luogo dove si respirava serenità e pace, un luogo incontaminato dal mondo esterno. Poi amava parlare con Suor Mirella e scherzare con Suor Maria Rosa. Diceva sempre che Maria Rosa è un’anima pura e semplice, con un grande carisma, e che l’intercessione presso Dio della Fondatrice  Margherita Polidori, era per loro di grande aiuto. Si fermava poi per alcuni momenti di preghiera nella stanza che era stata della Fondatrice;  o seduto sulla “sua poltrona”, poggiando il mento sul bastone, rimaneva a fissare luoghi lontani dove lui viaggiava sempre con la mente e lo spirito.

E’ stato sempre legato a quella Casa e quando andava via lo faceva con la promessa di tornare presto. Gioiosamente rideva quando Suor Maria Rosa, cercava di trattenere  il suo bastone come ricordo;  non ci riusciva mai, perché lui bonariamente se lo riprendeva.

Era un sacerdote semplice e si rivolgeva a tutti coloro che lo cercavano con dolcezza e fermezza allo stesso tempo, i suoi occhi sapevano scrutarti nell’anima, senza che tu parlassi aveva già capito cosa ti affliggesse e come era la tua vita. Difficilmente lo si vedeva arrabbiato o comportarsi in modo brusco, riusciva a farti capire dove sbagliavi con una semplice carezza.

Il suo carisma era quello di leggerti nell’animo e cogliere ogni sfumatura del tuo essere senza una parola, non amava spiegarti cosa pensava o faceva, ma in cuor tuo sapevi che già stava operando con la preghiera per aiutarti e toglierti da ogni pericolo.

Il suo aspetto è sempre stato quello di un nonno protettivo, pronto ad accoglierti e a non giudicarti mai.

Nominato Esorcista sotto il Pontificato di Giovanni Paolo II, affrontava tutti gli ostacoli che gli si presentavano con il sorriso sulle labbra, così come con lo stesso spirito svolgeva il suo apostolato di esorcista, che lo fiaccava nel corpo ma mai nello spirito. Non raccontava mai quello che vedeva e faceva, era un segreto che portava con se come un fardello personale; anche quando era visibilmente stanco, ascoltava fino all’ultima persona che si presentava alla porta del suo studio per aiutarla; e la gente era sempre tanta,  fin dal primo mattino.

Ecco Padre Davide mio zio, un uomo e un sacerdote sempre disponibile e pronto al servizio di tutti ma soprattutto pronto al servizio di Dio.

Mi aveva fatto dono dei suoi scritti, che durante tutta la vita aveva prodotto abbondantemente, e proprio da questi libri,  traspare il massimo della sua personalità  e spiritualità; quei sentimenti  che amava tenere nascosti  e dei quali mai parlava, del suo Amore  a Dio e alla Vergine Madre, alla Chiesa e all’umanità.

Muore a Tolentino nel convento di S. Nicola, dopo lunga e sofferente malattia, assistito amorevolmente dai suoi confratelli,   il 12 dicembre 2008.

 

Alcuni titoli di  libri scritti da Padre Davide Falcioni Agostiniano

Umori del tempo, 1941
I pensieri eucaristici di suor Giacomina  Meuli religiosa Agostiniana, 1955
Un'ora santa con Gesù nell'orto, 1957
Piccolo messale agostiniano, 1959
Con Maria e Gesù, 1961
La morte redentrice di Gesù: un'ora davanti all'eucarestia, 1980

I nostri defunti, 1983
Presso il tabernacolo, 1983
Vergine  madre, (5 volumi) - 1983
Via Crucis, 1987
Presso il Tabernacolo (2 volumi) - 1997
Il Sacro Cuore di Gesù (2 volumi) - 1997
Parole a Maria,  (254 Poesie) - 2000

 

Brevi cenni Biografici

1913                           Nasce a Rendinara(AQ);

1931/1932                  Entra nell’Ordine di Sant’Agostino fa il noviziato a Pesaro;

1932/1937                  Studi di Teologia e Lettere a Tolentino;

1937                           Ordinazione Sacerdotale;

1937/1946                  Insegna Greco e Italiano a Monte Giorgio;

1946                           Nomina a vice parroco nella Parrocchia di Sant’Anna in Vaticano;

1948                            È vice parroco e inoltre presta opera nella Segreteria di Stato e nell’Archivio del Vicariato di Roma;

1961                            Giovanni XXIII lo nomina parroco di Sant’Anna;

1991                            Lascia la Parrocchia per limiti di età;

2008                            Muore a Tolentino nel convento di San Nicola.


 




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